Bere nel trekking

Bere nel trekking durante le escusioni: evitiamo la disidratazione! Quanto e cosa bere!

Bere serve principalmente per reintegrare i liquidi che perdiamo durante l’attività fisica e soprattutto con la sudorazione e l’espulsione tramite urina. Per questo, bere continuamente significa restituire all’organismo quello che ha perso, un po’ alla volta. Nel trekking e nell'escursionismo è importante bere continuamente, a piccoli sorsi, per mantenersi idratati.

Lo stimolo della sete è il sintomo che l’equilibrio idrosalino è alterato e che la disidratazione incombe.

 

 

Quanta acqua bere nel trekking

E’ un po’ come chiedere quanta pasta buttare per cena. La risposta soggettiva. Nel caso dell’acqua ci sono molti fattori che influenzano il consumo di acqua.

  • Il clima (temperatura, sole…): se fuori fa caldo sudiamo di più. Anche nelle giornate fredde, se siamo in quota e il sole picchia forte sudiamo di più rispetto ai percorsi a bassa quota.
  • Il percorso: un percorso irto ci farà faticare di più, richiedendo un fabbisogno maggiore di acqua.
  • La predisposizione: ci sono persone che sudano di più ed altre meno
  • Gli alimenti che consumiamo: alcuni alimenti hanno un effetto diuretico (caffè, the, alcolici)

Per questo non esiste una vera e propria regola magica che ci dice quanto dobbiamo bere per essere bravi escursionisti. E’ soggettivo, come mille altre cose in questo magnifico sport. Se proprio vogliamo tirare fuori un numero per avere un termine di paragone, possiamo considerare un consumo di mezzo litro all’ora. A questo quantitativo di acqua sommate quella da consumare durante i pasti.

 

Mamma mia quanto pesa la borraccia durante l'escursione!

Abbiamo detto di prendere a riferimento mezzo litro l’ora. Questo significa due litri per un escursione da quattro ore e quattro per un escursione di otto ore, mattina e pomeriggio. Come ci ricordiamo dalle equazioni delle scuole elementari, ogni litro di acqua pesa un chilo. Quattro litri sono quattro chili: una bella zavorra per un’escursione di un giorno. Uno sforzo doveroso. Meglio un chilo in più sul groppone che soffrire la sete. Se però conosciamo il percorso o abbiamo delle informazioni accurate sulla presenza di fonti o sorgenti, possiamo evitare di portare una cisterna sulle spalle. In teoria, servirebbe solo l’acqua necessaria per arrivare alla fonte successiva. Dico “in teoria” perché possono succedere un milione di eventi nefasti che possono scombinare i nostri piani. Possiamo perderci, essere costretti a cambiare percorso o arrivare alla fonte e trovarla secca. Per questo è sempre bene portare una scorta di acqua abbondante, ma non eccessiva. Un buon compromesso per essere sicuri di non rimanere a corto, senza rimanere schiacciati dal peso.

 

Cosa bere  nel trekking                                                

Se la risposta “acqua” fosse stata scontata non avrei scritto questo paragrafo. In realtà, l’acqua naturale rimane l’elemento principe per idratarsi e favorire l’attività fisica. Esistono in commercio vari integratori e bevande studiate apposta per migliorare le performance e bilanciare anche il consumo di sali minerali. Questi preparati possono essere utili per reintegrare i sali al termine dell’escursione, ma esistono anche prodotti da assumere durante. Personalmente, non facendo competizioni in cui devo dare il massimo ad ogni costo, preferisco bere acqua semplice e magari utilizzare gli integratori a fine giornata, o usare integratori monodose in bustina succhiabile. Da evitare assolutamente tutte le bevande gasate, alcolici e le bevande eccessivamente zuccherate, che mettono più sete.

 

Dove mettere l’acqua per l'escursione?

Anche questa domanda che può sembrare banale ha una risposta articolata. Basti entrare in un negozio di articoli sportivi per vedere la quantità di borracce, bottiglie, sacchi, zaini per acqua, cinturoni e migliaia di altri modi per trasportare questo liquido. Anche su questo argomento si potrebbe scrivere un articolo a parte, mi soffermerò solo sulle categorie più importanti e pertinenti al mondo dell’escursionismo.

 

Bottiglie

L’acqua che acquistiamo al supermercato è già venduta in delle bellissime bottiglie in PET che sono molto leggere e resistenti agli urti. Hanno il difetto di non poter essere riusate all’infinito, come per il vetro, ma possiamo riempirle decine di volte tranquillamente. Magari, tra un escursione e l’altra, se passano diversi giorni è meglio sostituirle. In molti negozi vengono venduti contenitori appositi con una grossa bocca per favorire il riempimento. Certo, le bottiglie da tavola hanno un buco piccolo, ma si riempiono senza troppi problemi. Per escursioni di più giorni, valutiamo invece l’acquisto proprio di questi contenitori. Evitate però quelli economici: l’acqua se conservata in plastica non di qualità prende cattivi sapori. Meglio se optate per recipienti BPA Free.

Borracce

A differenza della corsa dove sono utilissime, nel trekking e nell’escursionismo sono spesso ingombranti e poco utili. In genere contengono da mezzo litro a un litro di acque e già per coprire un escursione di due ore una non basta. Inoltre, rispetto alle bottiglie in PET sono molto più pese. Possono tornare comode per escursioni brevi (1-2 ore massimo) o utilizzate come “scorciatoia” per evitare di accedere all’acqua dentro lo zaino. Infatti, alcuni zaini hanno le tasche laterali per le bottiglie piccole, in questi casi si possono usare le borracce, rabboccandole con la scorta di acqua che teniamo nella sacca centrale dello zaino.

 

Camelbag o ghirba

La sacca con l’acqua è un invenzione fantastica. Ne ho già parlato nel capitolo sugli accessori per il trekking e quindi eviterò di ripetermi. Rimane comunque il fatto che la sacca è il posto ideale per tenere l’acqua al fresco con la possibilità di accedervi senza sforzo. Per quanto allenati e volenterosi siate, durante lo sforzo, pescare la bottiglia dallo zaino è un disincentivo. Per uscite con zaini leggeri è un optional, mentre con zaini pesanti è quasi obbligatorio.

 
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Autore Del Contenuto

Daniele


Ingegnere di professione e camminatore per hobby, ho pensato che condividere le mie esperienze possa essere un modo per avvicinare le persone alla...
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